Sanremo, la Televisione e Twitter: l’esperienza dell’Osservatorio Trendsound

Sanremo, la Televisione e Twitter: l’esperienza dell’Osservatorio Trendsound

Abbiamo seguito in tempo reale il Festival, elaborando indici di attenzione sulla base dei flussi di tweet relativi ai singoli personaggi coinvolti nella manifestazione: presentatori, cantanti e ospiti.

Il nostro sistema di monitoraggio ha registrato (in tempo reale e con chiarezza) tutti i momenti salienti del festival, fornendo una misura dell’impatto sul pubblico di quanto avveniva sul palco dell’Ariston.

Risultati in sintesi

La prima sera meglio di tutti ha funzionato la Tatangelo, in grado di andare a conquistarsi margini di attenzione nuovi e distanti dal cliché neomelodico in cui era relegata nella percezione del pubblico; la sua capacità di far esplodere la rete è stata la conferma di un percorso di crescita (non giudichiamo l’aspetto artistico ma la capacità di superare vecchi confini di popolarità).

Nella seconda serata si è cominciato a delineare l’esito dello scontro tra le presentatrici, con la Canalis in grado di surclassare Belen, nonostante l’argentina potesse contare, ai nastri di partenza del Festival, su una dote di popolarità maggiore.

I dati del monitoraggio hanno evidenziato il successo dell’operazione ballottaggi. I quattro artisti coinvolti (non proprio delle icone di internet) sono risultati ai primi quattro posti nella nostra classifica. L’input televisivo del ballottaggio ha avuto delle risposte sensibili e immediate sul web, un “ecosistema” che, pur nutrendosi (anche) di televisione, non sempre si adatta in modo così lineare allo schema Stimolo-Risposta sollecitato dal grande schermo.

Benigni ci ha poi confermato che non sono solo i freak televisivi a catturare l’attenzione: il suo indice è risultato il più elevato del Festival, ben due volte maggiore di quanto registrato da qualsiasi altro protagonista della manifestazione. Il dato non è sorprendente, tuttavia spinge a un quesito: la qualità paga solo quando è altissima (come nel caso di Benigni) o anche quando può essere media? I “migliori” fanno il pieno di attenzione, ma i “buoni” e i “medi”? C’è spazio tra il tutto e il niente?

Infine l’exploit che non ci saremmo mai aspettati: la corrispondenza perfetta tra finalisti e i top three, con Al Bano primo e Vecchioni secondo.

Si commenta (anche su Twiitter) ciò che può essere oggetto di comunicazione: quello che conta è non risultare indifferenti. E questo è lo stesso meccanismo che regola gli ascolti: bucare il video, entrare nelle case e restarvi il più a lungo possibile.

Tuttavia non basta cercare di essere al centro dell’attenzione, bisogna andare oltre, capitalizzando l’interesse iniziale del pubblico. Belen con il suo fisico mozzafiato, Luca e Paolo con le loro provocazioni non hanno sollecitato gli “spettatori” del web, la Canalis (non più espressiva di Belen, non più bella, né più brava) invece sì.

Al Bano è oramai maestro in questo: una icona televisiva che riesce a far parlare di sé (punto di arrivo), muovendo da un pretesto musicale (partenza). E’ stato il più commentato (su Twitter!), e il risultato è veramente sorprendente considerando come audience web e audience televisiva non siano sovrapponibili. E’ il caso di ripetere quanto detto sopra: i meccanismi del reality, applicati al Festival, hanno fatto breccia presso gli affezionati di Twitter.

Anzi, se non fossimo stati a Sanremo (spettacolo ibrido musical-televisivo), ma in uno dei tanti reality (pura televisione), siatene certi, avrebbe vinto lui. E noi avremmo vinto la Corsa Tris, vincente e piazzati!